Premessa: l'autismo e il disturbo da stress post-traumatico hanno molte somiglianze, ma purtroppo questa connessione è stata ignorata per molto tempo.

Essere autistici significa spesso affrontare una serie di traumatici eventi della vita, fin dalla giovane età. Per molti di loro, queste esperienze possono accumularsi e causare un grave e persistente disturbo da stress post-traumatico (PTSD). È importante riconoscere questa connessione e fornire il supporto necessario a queste persone per aiutarle a superare queste difficili sfide.


Spesso, i comportamenti dirompenti dei bambini nello spettro autistico vengono fraintesi come semplici problemi comportamentali. Tuttavia, questi comportamenti causano imbarazzo e fastidio agli spettatori, portando all'esclusione sociale, emarginazione e stigmatizzazione della persona.

Invece di comprenderne la causa, tali comportamenti sono spesso considerati come la manifestazione di una cattiva educazione o di un'incomprensibile diversità.

Ma c'è di più dietro questi comportamenti. Le emozioni sono dominanti nella vita di una persona autistica e, anche se hanno un'intelligenza emotiva superiore, potrebbero non essere in grado di gestire e esprimere le proprie emozioni in modo adatto al contesto sociale.

A volte, quando non riescono a urlare il loro dolore, le persone autistiche potrebbero essere vittime di Meltdown, Shutdown o Tantrum, comportamenti estremi che sono la conseguenza diretta di un sovraccarico sensoriale, emotivo o cognitivo.

Il Meltdown, ad esempio, è un improvviso scoppio di rabbia incontrollata che può verificarsi in una persona autistica. Durante questo evento, l'eccesso di energia del sistema nervoso autonomo fa sì che la persona si senta in una situazione di pericolo e non sia in grado di controllare il proprio comportamento. Questa è una manifestazione traumatica sia per la persona che per chi la osserva e può causare violenza fisica, verbale e chiusura in se stessi. Talvolta, la persona potrebbe non ricordare nulla di ciò che è accaduto durante il Meltdown.

In sintesi, i comportamenti dirompenti dei bambini nello spettro autistico sono spesso fraintesi e sottovalutati. In realtà, sono la conseguenza di un'emozionalità intensa e di un'incapacità di gestire i sovraccarichi sensoriali, emotivi o cognitivi. Bisognerebbe cercare di comprendere questi comportamenti invece di giudicarli in maniera superficiale.


Autismo un piccolo recap

In parole semplici, l'autismo è una condizione che può causare difficoltà nella comunicazione e nell'interazione con gli altri. Anche se questi sintomi sono permanenti, un intervento educativo mirato può migliorare notevolmente la qualità della vita delle persone nello spettro autistico.

L'autismo rappresenta una delle sindromi più complesse e, nelle forme più gravi, difficilmente gestibili che emergono nell’età evolutiva. L'autismo è una condizione complessa che interessa la comunicazione, l'interazione sociale e l'immaginazione.

  1. La comunicazione: le persone con autismo possono avere difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, come ad esempio nell'uso del linguaggio o nell'interpretazione del linguaggio degli altri.
  2. L'interazione sociale: le persone con autismo possono avere difficoltà nell'interagire con gli altri, come ad esempio nell'interpretare le espressioni facciali, i gesti e il tono della voce degli altri.
  3. L'immaginazione: le persone con autismo possono avere un repertorio limitato di interessi o attività e comportamenti ripetitivi e stereotipati.

Se vuoi approfondire abbiamo scritto in dettaglio: Cos'è l'autismo in poche parole?


Approfondiamo

Come persona che ha imparato a convivere con l'autismo, posso testimoniare che in passato, il mio comportamento era spesso considerato strano o eccentrico. Tuttavia, ora che ho imparato a conoscere me stesso e a gestire le mie emozioni, sono in grado di comprendere il motivo di questi comportamenti e il disagio che vi era sottostante.

Ho imparato a conoscere me stesso e a gestire le mie emozioni

L'autismo rende le persone estremamente sensibili, con una forte intelligenza emotiva, ma spesso, a causa della difficoltà nell'espressione delle emozioni, queste possono essere vissute come un sovraccarico sensoriale, emotivo o cognitivo, portando a comportamenti come Meltdown, Shutdown o Tantrum. Ora che ho imparato (sto ancora imparando, apprendo ogni giorno N.d.R.) a gestire questi aspetti, posso affermare di essere in grado di vivere una vita più serena e appagante. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.


Meltdown

La National Autistic Society (2017) definisce i meltdown (crolli) come:

'Un crollo è 'una risposta intensa a situazioni travolgenti'.

Il meltdown una manifestazione emotiva violenta, improvvisa e pressoché incontrollabile, apparentemente simile a un forte capriccio quando si è bambini, a cui, più frequentemente rispetto alla media, sono soggetti bambini e adulti con diagnosi di autismo, sindrome di Asperger, FASD o altre neurodivergenze.

I meltdown sono il risultato di un completo sovraccarico in una situazione in cui le persone autistiche si trovano. È una temporanea perdita di controllo comportamentale. Il termine Meltdown viene utilizzato per descrivere gli improvvisi scoppi di rabbia incontrollata e fuori contesto che si manifestano in alcune persone con autismo. Durante un Meltdown, l'eccesso di energia del sistema nervoso autonomo porta alla perdita di controllo del comportamento e all'impossibilità di calmarsi. È stato descritto come una manifestazione di difesa traumatica sia per la persona che per chi vi assiste.

Il Meltdown può manifestarsi come violenza fisica o verbale, accompagnata da chiusura in se stessi, grida, pianto, che lascia lunghe conseguenze emotive e fisiche. A volte chi vive un Meltdown non ricorda ciò che è accaduto durante l'episodio. Essi si intensificano durante periodi stressanti, causati da cambiamenti, sollecitazioni sensoriali o emotive.

Per gestire un Meltdown, è consigliabile fornire alla persona un ambiente tranquillo con minimo stimoli sensoriali, lasciando che si calmi per il tempo necessario. Durante un meltdown, le persone autistiche possono avere difficoltà a gestire le proprie emozioni e reazioni.

Sei un tipo metodico! Sì mi serve per gestire al meglio il cambiamento.

Ad esempio, una persona autistica può ricordare uno dei suoi peggiori meltdown, come quello avvenuto durante un esame di ammissione a seguito di un cambio di scuola, a me capitò due volte. Questi episodi sono spesso causati dallo stress accumulato, legato all'ipersensibilità e alla differente modalità sociale e cognitiva.

L'ambiente scolastico, ad esempio, può risultare invivibile per un autistico a causa di rumori, confusione, luci al neon, contatto fisico e una socializzazione imposta dalla maggioranza che può escludere e bullizzare chi si presenta diverso. Una volta ricevuta la diagnosi di autismo, molte persone scoprono di non essere sole nelle loro difficoltà e che queste sono comuni ad altri nello spettro autistico.


Young people explain meltdowns | Ambitious about Autism


Come si innesca un Meltdown?

Il meltdown è un evento che può essere scatenato da diversi fattori e, come sempre, ricordiamo che l'autismo è uno spettro ampio e che ogni persona autistica è unica, quindi non tutti i fattori di trigger sono comuni a tutti gli individui. Le cause possono essere molteplici: una intensa disperazione, periodi di forte stress, ansia o frustrazione, che si manifestano con espressioni di rabbia, alle volte con distruzione di oggetti o aggressione di persone.

Esistono alcuni fattori comuni che potrebbero innescare un meltdown generalmente derivati dal sovraccarico sensoriale.

Ad esempio, un ambiente troppo rumoroso o caotico, una situazione imbarazzante o stressante, un cambiamento improvviso di routine o di programma, un forte stimolo sensoriale, l'imposizione di una regola o di un limite rigido, sono tutti fattori che possono agire come trigger per alcune persone autistiche.

Trigger, termine che in italiano suona molto simile a "innesco", ovvero attività o situazioni che possono innescare il processo di crollo e che possono anche contribuire, oltre al sovraccarico sensoriale, a innescare il Meltdown. Solitamente il termine Trigger è più legato al PTSD quindi legati ad un evento traumatico che viene richiamato da questi inneschi nella psiche. Anche se, come avviene in fisiologia, l'innesco di un'avvenimento a cui segue una reazione io la trovo comune alla fase di Action Potential. I potenziali d'azione nei neuroni sono anche noti come "impulsi nervosi" o "picchi (Spike)" e la sequenza temporale dei potenziali d'azione generati da un neurone è chiamata "treno dei picchi" (Spike Train). Si dice spesso che un neurone che emette un potenziale d'azione, o impulso nervoso, "spara".

Il AP (potenziale d'azione) è un evento fisiologico caratterizzato da un aumento rapido dell'energia di una cellula seguito da una discesa lungo una traiettoria coerente. Questo fenomeno si verifica in diverse tipologie di cellule animali, conosciute come cellule eccitabili, tra cui neuroni, cellule muscolari e cellule endocrine, oltre a alcune cellule vegetali. In pratica, il potenziale d'azione rappresenta un meccanismo di comunicazione rapido ed efficace tra le cellule eccitabili, consentendo loro di inviare segnali elettrici e trasmettere informazioni a velocità elevate.

Spike Action Potential Phases - img Wikipedia

Ricordiamo tuttavia che ognuno ha le proprie iper-sensorialità e che è importante conoscere i propri limiti e bisogni individuali per prevenire o gestire un meltdown.

Gli inneschi di un meltdown possono essere esterni, come:

  1. Troppe richieste alla persona autistica.
  2. Cambiamenti inaspettati nei piani o nelle routine.
  3. Sovraccarico sensoriale.
  4. Sovraccarico sociale: essere esposti a troppe interazioni sociali (particolarmente rilevanti per l'arresto).
  5. Dettaglio Sovraccarico sensoriale: ipersensibilità a cose come il rumore, il tatto, ecc.
  6. Dettaglio Sovraccarico di informazioni – ad es. Tentativo di elaborare troppe istruzioni contemporaneamente
  7. Dettaglio Sovraccarico emotivo: chiedere aiuto è difficile quando esprimersi è difficile.
  8. Regolare le emozioni è difficile per qualcuno con autismo.
  9. Troppe richieste o richieste troppo complesse
  10. Troppa imprevedibilità: difficoltà con il pensiero flessibile

Ma il sovraccarico può anche derivare da, o essere esacerbato da, fattori scatenanti interni:

  1. Provare vergogna o senso di colpa.
  2. Sentirsi inadeguati.
  3. Sentirsi come se ci fosse stata fatta un'ingiustizia.

Come si può intercettare un inizio di meltdown sia nei bambini che negli adulti?

Come un vulcano in eruzione, un meltdown emotivo può essere violento e distruttivo. Tuttavia, ci sono segnali di avvertimento che possono aiutarci ad anticipare questa fase finale e gestire la situazione in modo efficace.


Mount St. Helens Eruption. The Gary Rosenquist, AI interpolated landslide and eruption sequence.


Nel caso dei bambini e degli adulti autistici, questi segnali possono essere espressi attraverso comportamenti o gesti specifici. Osservando questi segnali, possiamo intervenire in modo tempestivo per prevenire il meltdown.

Ecco alcuni esempi di segnali che potrebbero essere manifestati durante la fase iniziale di un meltdown:

  • Dondolarsi
  • Stimolarsi
  • Cercare rassicurazione attraverso domande ripetitive
  • Diventare molto silenzioso
  • Chiedere di andarsene
  • Fidgeting o stimming (comportamento autostimolatorio ripetitivo, ad esempio sbattere le mani)
  • Scappare via

Riconoscere questi segnali può essere il primo passo per aiutare chi si trova in questa situazione.


Come posso studiare e capire cosa crea un meltdown ad un bambino o ad un adulto autistico?

Puoi utilizzare la matrice ABC per identificare i particolari segni di crisi del tuo figlio e prevenire il Meltdown. Questo strumento prevede un allenamento all'analisi dell'individuo e ad una capacità di osservazione, e può essere applicato in ogni momento di identificazione di un possibile trigger di inizio Meltdown.

Ad esempio, supponiamo che il tuo bambino stia guardando la TV (Antecedente), si picchietta il naso (Comportamento) e la mamma gli dice ad alta voce di smettere (Conseguenza). Questo potrebbe portare ad una reazione di Meltdown, come una esplosione di rabbia e lancio di oggetti.

Intercettando il comportamento del bambino nella fase Comportamento, puoi intervenire prima che il Meltdown si verifichi. In questo caso, potresti provare a fornire al tuo bambino un'alternativa al gesto del picchiettare il naso, come un giocattolo sensoriale o un oggetto da stringere. Inoltre, potresti evitare di urlare o alzare la voce, ma invece utilizzare un tono calmo e rassicurante per aiutare il tuo bambino a sentirsi più tranquillo e a gestire i suoi sentimenti in modo più efficace.


Fondamentalmente è una matrice di eventi A, B, C che portano a M ovvero al Meltdown. A>B>C=M :

  • A) Antecedente: Il bambino è seduto che guarda la TV
  • B) Behavior/Comportamento: Il bambino si picchietta il naso
  • C) Conseguenza: La mamma dice ad alta voce "smetti di farlo!"

Opzioni di risultato:

  1. reazione di M) Meltdown esplosione di rabbia e lancio di oggetti.
  2. intercetto il meltdown nella fase B cosa faccio?

Opzione 1) perchè è accaduto il Meltdown?

Il meltdown avviene tendenzialmente per un fraintendimento, in questo caso, dell'azione B. Probabilmente il comportamento B era un segnale del bambino autistico per ottenere una delle seguenti reazioni:

  1. Attenzione: ricerca di attenzione da parte di un'altra persona
  2. Evasione: necessità di evadere da quello stimolo o da quella sensazione
  3. Sensoriale: il bambino si picchiettava il naso per stimming e gestire l'ansia ad esempio di alcune percezioni interne o esterne. Lo stimming, come scritto nel piccolo glossario delle disabilità, sono comportamenti ripetitivi, stereotipati, che aiutano a tranquillizzare e riequilibrare il sovraccarico. Può essere fisico e tattile, visivo, uditivo.
  4. Accesso ai beni tangibili: ovvero accesso a oggetti o stimoli per avere un break da un altro stimolo sensoriale.

Opzione 2) ho intercettato il Meltdown e ora?

  1. Distrazione: distrarre il bambino o l'adulto
  2. Promemoria visivi per aiutarli a rimanere concentrati e non andare in meltdown
  3. Rimuovere la persona autistica da quell'ambiente
  4. Rimuovere la causa dello stress dall'ambiente
  5. Pare inutile ma: le rassicurazioni verbali possono davvero aiutare

Se invece il meltdown è iniziato, come posso fare a evitare il peggio, specie se è un bambino autistico?

Nonostante la nostra conoscenza e capacità di osservazione, dobbiamo accettare che a volte non possiamo prevenire un meltdown. Il mondo è imprevedibile e non sempre possiamo controllare tutto.

In questi casi, la sicurezza diventa la priorità.

Se tuo figlio o un adulto rischia di ferire se stesso o gli altri, cerca di tenerlo in braccio (bambino) o di utilizzare tappetini antiurto per attutire eventuali contatti fisici con pareti, pavimenti o porte; precisazione doverosa tenere in braccio un bambino autistico solo se si sa che lo può calmare (quindi accertarsene prima), ma se al contrario il bambino non tollera il contatto fisico in quelle circostanze, non va assolutamente fatto. Inoltre, è importante mantenere gli oggetti fragili e le persone fragili al di fuori del raggio d'azione della reazione di meltdown fino alla fine dell'episodio.

Ricorda sempre che il meltdown è solo un momento nella vita della persona autistica e non rappresenta la sua dinamica di funzionamento standard.


Shutdown

Quando un individuo autistico sperimenta uno Shutdown, il suo corpo si blocca come un interruttore spento. Ciò accade quando l'eccesso di emozioni, suoni, luci o pensieri diventano troppo da gestire. La persona si sente come se non fosse più in grado di interagire con l'ambiente esterno e si può sentire estraniata dal proprio corpo. Questo può essere spaventoso, ma ricordiamo che è una reazione naturale dell'organismo per proteggersi.

Ricordate il meltdown? La similitudine del vulcano di prima? Lo Shutdown è l'opposto è: lo spegnimento intero del sistema.


Un shutdown autistique


Quando una persona sta vivendo uno Shutdown, è importante che gli altri si avvicinino in modo calmo e rassicurante, evitando di urlare, criticare o punire. Questo aiuta a fornire un ambiente sicuro per la persona e a calmare i suoi sensi. Dopo lo Shutdown, è importante continuare a fornire supporto e comprensione.

Posso raccontarvi di una volta in cui ho avuto uno Shutdown mentre stavo cucinando con la mia compagna.

Tutto sembrava perfetto, ma i miei sensi si sono sopraffatti dall'odore e dal rumore della cucina. Improvvisamente, mi sono sentito intrappolato dentro di me, come se il mio sistema nervoso avesse deciso di spegnersi per proteggermi dagli stimoli. Non riuscivo a parlare né a muovermi, mi sentivo estraniato dal mio corpo e fluttuavo in un limbo. Ho chiesto alla mia compagna di poter riposare e lei è stata fantastica, si è avvicinata in modo calmo e rassicurante, capendo che stavo vivendo uno Shutdown e fornendomi il supporto di cui avevo bisogno per uscirne.


Era come se il mio sistema nervoso parasimpatico avesse deciso di proteggermi dall'eccesso di stimoli e avesse "Ciao bello! Spengo il sistema".

L'unica cosa che sono riuscito a dire è stato: "mi sto spegnendo, ho molto sonno, posso stradiarmi?"

Mi sono sentito come se la mia coscienza fosse estraniata dal corpo e fluttuasse in un limbo in cui non riuscivo a parlare né a muovermi. Questo è solo un esempio di come lo shutdown possa accadere a chiunque, ma con il supporto giusto e la comprensione, possiamo superarlo insieme.


Autistic Burnout vs Shutdown

L'esaurimento autistico (autistic burnout) è un fenomeno che si distingue dallo shutdown e dal meltdown, poiché è uno stato di malessere continuo che può durare settimane, mesi o anni. Uno studio del 2020 dell'Academic Autism Spectrum Partnership in Research and Education (AASPIRE) ha evidenziato come le persone autistiche descrivono l'esaurimento, identificando come principali caratteristiche del burnout: "esaurimento cronico, perdita di abilità e ridotta tolleranza agli stimoli".

Durante un esaurimento, la persona autistica può non essere in grado di eseguire alcune abilità come una volta e potrebbe essere più suscettibile a sovraccarichi sensoriali. Ciò è spesso legato al mascheramento (masking), ovvero il tentativo di nascondere l'autismo, che molte persone autistiche adottano per cercare di adattarsi al mondo neurotipico. Il mascheramento è stato indicato nello studio come un contributo significativo all'esaurimento, poiché può portare all'accumulo di "placca psichica" nelle arterie mentali ed emotive, che nel tempo può portare all'esaurimento.

La brutale verità è che per una persona autistica, semplicemente esistere nel mondo è estenuante...

L'esaurimento può essere causato da cambiamenti importanti nella vita, come il trasferimento, la morte di un familiare, l'ingresso in una nuova scuola, ecc. Ma spesso, l'esaurimento, così come gli shutdown e i meltdown a breve termine, possono essere la conseguenza di stress quotidiani - soprattutto il mascheramento.

La mancanza di supporto può anche causare o aggravare l'esaurimento. I partecipanti allo studio dell'AASPIRE hanno sottolineato l'importanza del supporto formale, come i servizi per disabili o la terapia, ma anche della comprensione da parte dei propri cari.


Tantrum

Il Tantrum autistico può essere visto come una forma di espressione del disagio emotivo, sensoriale e cognitivo della persona autistica. Può essere un modo per la persona di comunicare la propria insoddisfazione e la propria frustrazione in un mondo che, spesso, non riesce a comprenderla. Sono detti anche “capricci”, anche se rispetto al significato comune del termine vi differiscono, dal momento in cui non sempre sono comportamenti manipolatori intenzionali.

Il Tantrum autistico è spesso associato a una sovrabbondanza di stimoli sensoriali o a un’inadeguatezza delle abilità di comunicazione. Può anche essere legato a una rigidità nella routine o nei comportamenti, oppure a una difficoltà a gestire le emozioni o a comprendere le emozioni degli altri.

Quanti capricci! Smettila!

A livello scientifico, si può affermare che il Tantrum autistico è legato a un’alterazione della regolazione delle emozioni, soprattutto a livello limbico. Questo può portare a una difficoltà a gestire le frustrazioni, le insoddisfazioni e le emozioni intense, con una conseguente esplosione comportamentale che può manifestarsi come un Tantrum.


  • TantrumMeltdown
  • Orientato verso un obiettivo - guidato da un desiderio o un bisogno Reazione a qualcosa nell'ambiente
  • Solitamente guidato dal bisogno di un pubblico - controlla se stai prestando loro attenzione Reazione a sentirsi sopraffatti
  • Il comportamento cesserà quando il bambino avrà ottenuto ciò che desidera Non guidato dal bisogno di avere un pubblico
  • Non guidato dal comportamento orientato agli obiettivi, ad esempio, desiderare un oggetto
  • Si fermerà solo quando viene calmato o quando viene fornito supporto per riprendere il controllo

Per quanto riguarda la gestione del Tantrum autistico, è importante capire che si tratta di un comportamento dis-adattivo che deve essere compreso e gestito in modo costruttivo. In questo senso, è fondamentale fornire alla persona autistica un supporto affettivo, emotivo e cognitivo per aiutarla a comprendere e gestire i propri stati d’animo.

Anche se può essere difficile, ignorare il Tantrum è una delle tecniche più efficaci per gestirlo. Inoltre, è importante aiutare la persona a trovare alternative sane per esprimere la propria frustrazione e aiutarla a comprendere come ottenere ciò che desidera in modo più costruttivo. Potrebbe essere utile anche insegnare la comunicazione assertiva per aiutare la persona a esprimere i propri bisogni e desideri in modo chiaro e diretto.

Infine, ricorda di essere sempre paziente e comprensivo, e di fornire rinforzo positivo per i comportamenti adeguati. ♦


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